La pancia del popolo

Feel hu(a)ngry tonite!

Terra di Melzo – 1 – Donuts

Milano è una città di luoghi sparigliati e espansi, come un pugno di coriandoli esploso sopra una pozzanghera. Domina la solitudine di luoghi affascinanti e a tratti magici, pennellate effimere di una bellezza senza soluzione di continuità, punteggiata di cemento bagnato e neve marcia.

Ma accade che questi microcosmi di lucida armonia si prestino a scorribande dal sapore intenso delle cose amate a fondo per un breve periodo, a latrocini di malinconia e perfezione piccola: nel giro di un crocicchio di strade medioevali, sul ponte vecchio di un naviglio, sotto il portone monumentale di una casa cinquecentesca dimenticato fra i palazzi e risparmiato – come graziato – dal cemento.

Così il trapezio disegnato da Via Melzo e Via Sirtori è uno di quegli ecosistemi coerenti e conclusi in cui poter organizzare una serata completa, dall’aperitivo al dopocena, magari gettando un occhio alla vicina Porta Venezia, altro quadrilatero di significati ed esperienze dotate di una loro autonomia.

Interno con Donuts - Via Sirtori 4

La divagazione nella terra di Melzo inizia un sabato o una domenica mattina, vagheggiando attorno ai primi numeri di Via Sirtori. Entrare da American Donuts, al numero 4, potrebbe cambiare una giornata iniziata con il pede sbagliato. Affogate le vostre ansie da week-end nell’aroma di caffè lungo americano, conditetelo con una rocambolesca ciambella arlecchinata da uno spruzzo multicolore di zuccheri espansi e fatevi scuotere dalle loro ottime uova strapazzate. Qui è consigliato esagerare: fatevi un brunch che vi tolga quella diuturna voglia di calorie di mezzogiorno. Divoratevi i french toast spessi due dite e ben farciti, gustatevi le salsiccie di pollo e tacchino con l’uovo sodo, immergete senza pietà le french fries (finalmente grandi, farinose dentro e croccanti fuori) nella bottomless ketchup a disposizione (come bottomless è il caffè: si paga la prima tazza, poi i refill sono gratis). Diversamente, concedetevi il lusso di un burger fatto a dovere, guarnito con generosità e preceduto da onion rings che sono hula hop di fritto piacere al confronto dei calamari mosci serviti da qualche illustre grande catena della ristorazione facile, ma non dell’altrettanto facile soddisfazione. Con 15 – 20 euro al massimo si esce a testa alta e pancia bassa, pronti per assopirsi sul divano di casa guardando una commedia di Billy Wilder.

Brunch da American Donuts

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