La pancia del popolo

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Archivio per il tag “dieta”

La superbia dell’Hamburger

Mr.Sato e il suo Hamburger da mille fette di formaggio

Hýbris (dal greco antico ὕβρις) è un termine tecnico della tragedia greca e della letteratura greca, che compare nella Poetica di Aristotele. Significa letteralmente “tracotanza”, “eccesso”, “superbia”, “orgoglio” o “prevaricazione”.

Non sappiamo se Mr.Sato abbia mai letto Aristotele, quel che è certo è che la sua nuova impresa è un perfetto esempio di hýbris postomoderna. Come altro si possono definire le sue imprese? Ad Aprile, il folle giapponese, giornalista del Japan’s Rocket News 24, ordinò un hamburger  farcito con 1050 strisce di bacon per un peso di circa 3 chili e approssimativamente 14,300 calorie – abbastanza per sostenere una persona per dieci giorni. La seconda pochi giorni fa quando ha deciso di replicare l’impresa nella variante formagggioooo. Ma il sardonico sorriso con cui Mr. Sato è solito affrontare le sue Iliadi gastronomiche, si è presto mutato in sgomento e poi in disgusto di fronte alla montagna di materia giallo Simpson che ha dovuto “scalare” a mani nude. Continua a leggere…

Il futuro è vegetariano

Dopo la sbornia del «Go Green», è giunto il tempo del «Go Veg», la rivoluzione vegetariana delle nostre abitudini alimentari. Dal Terzo Forum Internazionale su  Cibo e Nutrizione, organizzato da Barilla e ospitato dal 30 novembre al 1 dicembre nell’aula Magna dell’Università Bocconi, giunge un’indicazione chiara e incontrovertibile per il nostro pianeta: se vogliamo un futuro sostenibile, anche la nostra alimentazione dovrà subire  profondi “adattamenti verdi”.

I molti interventi del Forum hanno spaziato dalle politiche agricole alla malnutrizone, dai costi energetici della filiera agroalimentare alle biotecnologie e gli Ogm. Ma l’idea di fondo che ne è emersa è comune: alla crisi economica e finanziaria se ne sta aggiungendo un’altra, quella nutrizionale. Le abitudini alimentari che oggi il mondo occidentale adotta e sponsorizza sono insostenibili per il nostro futuro, perché la nostra dieta è drammaticamente sbilanciata su grassi e proteine animali.

Come messo in luce dal Forum, oggi l’umanità utilizza ogni anno le risorse di 1,3 pianeti: come dire che sono necessari un anno e quattro mesi per rigenerare quanto viene consumato. Un paradosso che si aggiunge ad una realtà ancora più scomoda: mentre nel mondo aumentano le persone con serie difficoltà di accesso al cibo, cresce in modo impressionante il numero di obesi. Le principali cause di questo sperpero di risorse sono da evidenziare proprio nell’alimentazione e nella produzione di cibo: per produrre 1 chilo di carne bovina servono 9\10 chili di cereali e 15-20mila litri d’acqua. Contro i 13 litri per far crescere un pomodoro e i 140  per un caffè.

Oggi l’impegno di risorse per produrre la carne che “sovraconsumiamo” è diventato controproducente. Perché sottrae terreni destinati alle coltivazioni per nutrire l’uomo e crea un popolazione con una dieta sbilanciata, predisposta all’obesità (i cui costi in fatto di salute vengono poi scaricati sulla sanità).

Ortaggi e cereali, al contrario, rappresentano alcune delle coltivazioni meno impegnative dal punto di vista energetico (vedi tabella), e sono gli elementi nutrizionali su cui si dovrebbe basare l’80% della nostra dieta. Insomma, rivoluzionare in senso vegetariano le nostre abitudini permetterebbe di vivere non solo in un pianeta più sano – come ha sostenuto Ellen Gustafson, cofondatrice della FEED Foundation, importante organizzazione americana per la sostenibilità dell’alimentazione – ma in mondo più rispettoso dell’ambiente, con meno sprechi e sopratutto, con un accesso al cibo più conveniente per tutti: «Andate a casa e preparate con coscienza la vostra prossima cena».

Lo scorbuto colpisce ancora!

"Dite no allo scorbuto!"

Cos’ hanno in comune un marinaio del XV secolo in rotta verso le Indie e uno studente di un prestigioso college americano? Apparentemente ben poco, ma nella realtà  sono entrambi soggetti a un grave deficit di vitamina C che può portare allo sviluppo di un’insidiosa quanto fatale malattia: lo scorbuto.

Proprio così. Oggi come allora lo scorbuto torna a far parlare di sé, ma la differenza è insita nelle cause.  Se prima la necessità dei lunghissimi viaggi via mare costringeva i naviganti ad approvvigionarsi di cibi a lunga conservazione privi di vitamine (carne secca o sotto sale, burro, pane secco e formaggio), oggi viviamo in grandi metropoli dove frutta e verdura sono sempre disponibili. Ma preferiamo di gran lunga i cibi precotti  e già pronti, spesso privi di vitamine e sali minerali, ma ripieni di carboidrati, zuccheri e grassi. Continua a leggere…

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