La pancia del popolo

Feel hu(a)ngry tonite!

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Budder

Scommetto che siete esasperati, che dico,  frustrati fino all’esaurimento nervoso dal fatto che il vostro burro non sia mai alla temperatura giusta. Troppo duro quando dovete spalmarlo su grosse fette biscottate per affrontare l’ennesima giornata di pioggia; troppo molle quando vorreste comporre quei meravigliosi riccioli di grasso animale che adornano le tartine dei migliori manuali di cucina pratica.

Lasciare da parte le emozioni  quando si tratta di burro è una vera impresa. Perché non affidarsi allora alla calma serafica di un Buddha, all’assenza di passioni di un pastoso Nirvana domestico in cui anche la lipidica crema ottenuta dall’affioramento del latte non è un dramma, ma un mero accadimento dell’Essere?

Su, fatevi un piacere. Dare il vostro burro a Buddha si rivelerà uno dei migliori investimenti della vostra vita.

Buddha butter dish. Illuminante.

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CibOggetto

Art by Dan Cretu

Ricordate quando la mamma ripeteva fino allo sfinimento: «non bisogna giocare con il cibo»? Ecco, non datele più ascolto. Perché a giocare con il cibo si può andare lontano, addirittura farne una piccola fortuna come hanno dimostrato molti artisti e creativi che dalla dispensa hanno attinto ispirazione a piene mani.

A sfruttare l’impatto visivo del cibo a favore della comunicazione pubblicitaria sono stati quelli di Esselunga, con la famosa campagna pubblicitaria che ammiccava al consumatore giocando sulla rassomiglianza tra i propri prodotti dei propri scaffali e alcuni animali\oggetti di larghissima notorietà.Fu un successo così ampio che si decise di replicarlo.  Nel 2001 la prestigiosa agenzia “Armando Testa” ideò la campagna “Famosi per la qualità”. Chi non si ricorda di Melanzana Jones, 00 Fette, John Lemon o Porro Seduto? Continua a leggere…

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