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Il futuro è vegetariano

Dopo la sbornia del «Go Green», è giunto il tempo del «Go Veg», la rivoluzione vegetariana delle nostre abitudini alimentari. Dal Terzo Forum Internazionale su  Cibo e Nutrizione, organizzato da Barilla e ospitato dal 30 novembre al 1 dicembre nell’aula Magna dell’Università Bocconi, giunge un’indicazione chiara e incontrovertibile per il nostro pianeta: se vogliamo un futuro sostenibile, anche la nostra alimentazione dovrà subire  profondi “adattamenti verdi”.

I molti interventi del Forum hanno spaziato dalle politiche agricole alla malnutrizone, dai costi energetici della filiera agroalimentare alle biotecnologie e gli Ogm. Ma l’idea di fondo che ne è emersa è comune: alla crisi economica e finanziaria se ne sta aggiungendo un’altra, quella nutrizionale. Le abitudini alimentari che oggi il mondo occidentale adotta e sponsorizza sono insostenibili per il nostro futuro, perché la nostra dieta è drammaticamente sbilanciata su grassi e proteine animali.

Come messo in luce dal Forum, oggi l’umanità utilizza ogni anno le risorse di 1,3 pianeti: come dire che sono necessari un anno e quattro mesi per rigenerare quanto viene consumato. Un paradosso che si aggiunge ad una realtà ancora più scomoda: mentre nel mondo aumentano le persone con serie difficoltà di accesso al cibo, cresce in modo impressionante il numero di obesi. Le principali cause di questo sperpero di risorse sono da evidenziare proprio nell’alimentazione e nella produzione di cibo: per produrre 1 chilo di carne bovina servono 9\10 chili di cereali e 15-20mila litri d’acqua. Contro i 13 litri per far crescere un pomodoro e i 140  per un caffè.

Oggi l’impegno di risorse per produrre la carne che “sovraconsumiamo” è diventato controproducente. Perché sottrae terreni destinati alle coltivazioni per nutrire l’uomo e crea un popolazione con una dieta sbilanciata, predisposta all’obesità (i cui costi in fatto di salute vengono poi scaricati sulla sanità).

Ortaggi e cereali, al contrario, rappresentano alcune delle coltivazioni meno impegnative dal punto di vista energetico (vedi tabella), e sono gli elementi nutrizionali su cui si dovrebbe basare l’80% della nostra dieta. Insomma, rivoluzionare in senso vegetariano le nostre abitudini permetterebbe di vivere non solo in un pianeta più sano – come ha sostenuto Ellen Gustafson, cofondatrice della FEED Foundation, importante organizzazione americana per la sostenibilità dell’alimentazione – ma in mondo più rispettoso dell’ambiente, con meno sprechi e sopratutto, con un accesso al cibo più conveniente per tutti: «Andate a casa e preparate con coscienza la vostra prossima cena».

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